lunedì 13 ottobre 2014

Small Faces - Small Faces

Gli Small Faces sono stati un gruppo musicale formatosi nel 1965 a Londra, ricordati come una delle più acclamate e influenti band mod degli anni sessanta.
Gli Small Faces furono fondati a Londra nel 1965 dal cantante e chitarrista Steve Marriott e dal bassista Ronnie Lane, ai quali si aggiunsero il batterista Kenney Jones, e Jimmy Winston, presto rimpiazzato da Ian McLagan come tastierista. La fine del gruppo viene datata con l'abbandono, nel 1968, da parte di Steve Marriott che fonderà gli Humble Pie con Peter Green, mentre gli altri tre con Ron Wood e Rod Stewart avranno fortuna nei Faces nel corso dei primi anni settanta. Nel 1976, in coincidenza col fortunato rilancio di Itchycoo Park e di Lazy Sunday, Marriott, Jones e McLagan riformeranno il gruppo con Rick Wills (che suonò nell'album Frampton's Camel) e Jimmy McCullouch (ex Wings). Gli Small Faces "reunion", effettueranno alcuni concerti nella primavera e nell'autunno del 1977 e incideranno un paio di album, Playmates (1977) e 78 in the Shade (1978), per poi sciogliersi definitivamente nel maggio 1978. Dopo sei mesi, Kenney Jones entrerà negli Who per sostituire Keith Moon. Nel 1991 Marriott morirà in un incendio scoppiato nella sua casa, mentre nel 1997 Lane si arrenderà alla sclerosi multipla che lo aveva afflitto dagli anni settanta.
Small Faces è l'album di debutto dell'omonimo gruppo musicale, pubblicato nel 1966 per l'etichetta discografica Decca. Dal disco sono stati tratti i singoli Whatcha Gonna Do About It e Sha-La-La-La-Lee.
Tracce
1.Shake
2.Come On Children
3.You Better Believe It
4.It's Too Late
5.One Night Stand
6.What'cha Gonna Do About It
7.Sorry She's Mine
8.Own Up Time
9.You Need Loving
10.Don't Stop What You're Doing
11.E Too D
12.Sha La La La Lee

sabato 11 ottobre 2014

The Rolling Stones - Aftermath (Versione USA)

"Aftermath" è il primo album degli Stones a contenere esclusivamente brani scritti da Jagger/Richards.
Pubblicato il 2 Luglio 1966, quando ormai la loro fama li precedeva grazie a pezzi indimenticabili come "(I Can't Get No) Satisfaction" e "Get Off Of My Cloud".
L'album infila una serie di pezzi che rappresentano tanto il meglio quanto il peggio degli anni 60, con momenti in grado di non invecchiare di un solo giorno a distanza di anni.
"Paint It Black" è il manifesto programmatico della poetica degli Stones, libera presa di posizione contro il perbenismo borghese degli adulti, in questo senso vera incarnazione della primordiale ribellione di Elvis.
"Stupid Girl" si costruisce su un beat regolare, ma non è una canzonetta, sia per il testo che sembra proprio scagliarsi contro le tipiche fan del genere dei Beatles, sia per un uso decisamente più violento delle chitarre.
"Lady Jane" è una delicata ballata d’amore, ma l’amore di cui si parla non è idealizzato, il cantante si sottomette ad una Lady Jane che più che una dolce compagna sembra essere una padrona.
"Under My Thumb", base jazz-funk con aggiunta di vibrafono ( Brian Jones), un pezzo che davvero si impregna di quella innocenza incosciente e fiduciosa degli anni 60.
"Doncha Bother Me", "Think" e "Flight 505" sono tre classici: blues rurale il primo, blues-rock il secondo, jazz fumoso declinato in chiave beat il terzo.
"High And Dry" è un pezzo di blues delle origini, ma dalle radici nasce: "It’s Not Easy" che ripropone quel sound veloce e corrosivo tipico delle tracce precedenti.
"I Am Waiting" è riconducibile alle sonorità psichedeliche tipiche degli anni ’60, il pezzo si conclude in fade out per lasciare spazio all'ultima bellissima traccia: "Going Home".
In conclusione, è uno dei dischi più significativi della discografia dei Rolling Stones, storicamente cruciale e per quanto mi riguarda immortale.






The Rolling Stones - Their Satanic Majesties Request


I Rolling Stones sono un gruppo musicale rock britannico, ora composto da Mick Jagger (voce, armonica), Keith Richards (chitarre, voce), Ronnie Wood (chitarre, cori) e Charlie Watts (batteria, percussioni). È una delle band più importanti della miscela tra i generi della musica rock e blues, quel genere musicale che è l'evoluzione del rock & roll anni 50.
Per il loro essere trasgressivi furono chiamati i "brutti, sporchi e cattivi" e contrapposti ai più rassicuranti Beatles, (con i quali ebbero sempre un ottimo rapporto di stima e amicizia).
I Rolling Stones sono stati, e sono tuttora, un'autentica pietra miliare nell'evoluzione della musica rock, mettendo in evidenza il malcontento e la protesta di intere generazioni.
Nel 1962 Mick Jagger un giorno, incontra l'amico Keith Richards che non vede da qualche anno, i due parlando di musica, scoprono di avere un amico in comune: Dick Taylor e prima di salutarsi decidono di rivedersi per suonare insieme.
Nel marzo del 1962 Brian Jones va ad ascoltare i Blues Incorporated di Alexis Korner, con loro suona Charlie Watts, la settimana successiva entra nel gruppo, facendosi chiamare Elmo Lewis, e per la prima volta parla con Charlie. Ad ascoltarli una sera c'erano Mick e Keith che, terminato lo spettacolo parlano per la prima volta a Brian dicendo che vogliono formare un gruppo. Brian entusiasta dell'idea, mette un annuncio sul "Jazz News", il primo a rispondere è Ian Stewart.
Nel giugno del 1962 Mick Jagger con Keith Richards e Dick Taylor iniziano a provare con Brian Jones e Ian Stewart. Intanto al Marquee di Londra suona Alexis Korner e il 12 luglio, dovendo partecipare ad una registrazione alla BBC, chiede a Brian e al suo gruppo di sostituirlo. Il giorno prima del concerto Brian decide di suonare con il nome di "Rollin' Stones", ispirandosi alla canzone “Catfish Blues” di Muddy Waters. La formazione è composta da: Mick Jagger (voce), Keith Richards ed Elmo Lewis (Brian) (chitarre), Dick Taylor (basso), Ian Stewart (piano) e Mick Avory (batteria).
Nel 1962 viene proposto a Bill Wyman di entrare a far parte del gruppo, in sostituzione di Dick Taylor.
L'esordio ufficiale avviene al Marquee di Londra, il 12 luglio 1962 e il successo fin dalle prime canzoni è enorme. Nel gennaio del 1963 Charlie Watts entra ufficialmente nel gruppo sostituendo il batterista Tony Chapman, che a sua volta era subentrato al posto di Mick Avory. Nei primi anni di attività i Rolling Stones si cimentano solo in rivisitazioni di brani del repertorio americano di rock & roll, blues e rhythm'n'blues: Buddy Holly, Chuck Berry, Lennon/McCartney.
Tra il 1964 ed il 1965 Jagger e Richards, cominciano a incidere canzoni loro. Dopo il primo Lp il secondo, il terzo e una gran quantità di singoli fino ad arrivare al '65, l'anno della svolta: esce prima The Last Time, seguita da (I Can't Get No) Satisfaction. Ed è proprio con Satisfaction (1965) che i Rolling Stones si impongono definitivamente. Sempre nel 1965 anche il singolo Get Off of My Cloud raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per due settimane. Seguiranno Lady Jane (1966), Paint It Black (1966), Jumpin' Jack Flash (1968).
Nel 1969 Brian Jones, turbato da profondi problemi e fisicamente provato dall'utilizzo di droghe, diventa sempre più incapace di collaborare e viene estromesso dal gruppo.
Il 3 luglio 1969 muore annegato nella sua piscina.
Their Satanic Majesties Request è un album pubblicato nel dicembre del 1967.
Si tratta di un capitolo isolato e singolare nella lunga discografia del gruppo, un tentativo di cavalcare il Flower Power e di darsi al pop psichedelico d'ispirazione lisergica.
Tutte le canzoni sono composte da Jagger/Richards tranne “In Another Land” composta da Bill Wyman.
L'album ottenne buoni riscontri di vendita immediatamente dopo la sua pubblicazione, posizionandosi al numero 3 delle classifiche inglesi ed al numero 2 delle classifiche americane, anche se le vendite calarono precipitosamente dopo pochissimo tempo.
A causa di vicissitudini giudiziarie, raramente l'intera band fu presente in studio nella sua interezza all'epoca della registrazione dell'album. Nondimeno le sessioni furono alquanto caotiche data la presenza di ospiti che i membri del gruppo si portarono appresso e proprio per la frequente assenza di Jagger o Richards impegnati nel loro processo, Bill Wyman compose In Another Land, pubblicata in seguito come primo singolo estratto dal disco.
L'album che all'epoca fu il primo (e unico) disco prodotto dagli stessi Stones, venne recensito dalla critica come un pretenzioso e maldestro tentativo di scopiazzare Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles. L'adesione al movimento flower power da parte di Jagger e Richards fu breve e momentaneo, già nel 1968 gli Stones sarebbero tornati alle atmosfere blues che meglio si confacevano loro.
L'album è stato ingiustamente sottovalutato (è solo al primo ascolto che non piace) e nonostante le pessime critiche dell'epoca la reputazione dell'album è cresciuta nel corso degli anni. Canzoni come Citadel, She's a Rainbow e 2000 Light Years from Home sono state reinterpretate da numerosi giovani gruppi rock.
Tracce
1.Sing This All Together
2.Citadel
3.In Another Land
4.2000 Man
5.Sing This All Together (See What Happens)
6.She's A Rainbow
7.The Lantern
8.Gomper
9.2000 Light Years From Home
10.On With The Show














Jeff Beck - Truth


Truth è l'album d'esordio per il Jeff Beck Group.
Beck, già leader degli Yardbirds, con i quali aveva rilasciato tre album tra 1965 e 1966, è uno dei grandi chitarristi della scena inglese. Annovera nel suo gruppo Rod Stewart, Ron Wood al basso, Micky Waller alla batteria e Nicky Hopkins alle tastiere. Truth, risale al 1968, è stampato dalla Epic Records per un totale di dieci canzoni. Nell'album musicalmente molto valido, spiccano naturalmente le eccellenti e calorose sezioni soliste tracciate sulla sei corde del leader.
Distorsioni leggermente più dure e acide rispetto al periodo Yardbirds, ma comunque di grande effetto e di grande stile. In "Truth" si trovano assoli impareggiabili, come quello in "Shapes Of Things" , oppure in "Let Me Love You" e ritmiche blues realizzate con una classe che pochi all'epoca avevano. "You Shook Me" è il manifesto del blues, classico giro di accordi ripetuto all'infinito, che insieme alle tastiere, danno un tocco di classe estrema al brano e all'intero album. "Greensleeves" è un dolcissimo brano strumentale acustico con un arpeggio indimenticabile e poi, c'è il fantastico "Blues De Luxe" con un mitico Nicky Hopkins al piano. La chicca assoluta è Beck's Bolero, una strumentale che si apre malinconica e dolce, scorre quasi spensierata prima di aprirsi in un crescendo arioso, dopo circa due minuti sferra i colpi più tosti del disco.
E' uno di quei dischi che hanno fatto la storia del Rock e che assolutamente non può mancare.

Tracce
1. "Shapes of Things"
2. "Let Me Love You"
3. "Morning Dew"
4. "You Shook Me"
5. "Ol' Man River" 4:01
6. "Greensleeves"
7. "Rock My Plimsoul"
8. "Beck's Bolero"
9. "Blues De Luxe"
10. "I Ain't Superstitious"

Formazione
Jeff Beck - chitarra , voce, arrangiamenti; basso in "Ol' Man River"
Rod Stewart - voce (tranne in "Greensleeves" e "Beck's Bolero")
Micky Waller - batteria (tranne in "Greensleeves" e "Beck's Bolero")
Ron Wood - basso (tranne in "Ol' Man River", "Greensleeves" e "Beck's Bolero")
Nicky Hopkins - piano in "Morning Dew", "You Shook Me", "Beck's Bolero" e "Blues Deluxe"
Keith Moon - batteria in "Beck's Bolero", timpani in "Ol' Man River"
Jimmy Page - chitarra acustica 12 corde in "Beck's Bolero"
John Paul Jones - basso in "Beck's Bolero" e organo Hammond in "Ol' Man River" e "You Shook Me"

2006 reissue bonus tracks

11. I've Been Drinking (Stereo Mix)
12. You Shook Me (Take 1)
13. Rock My Plimsoul (Stereo Mix)
14. (Beck's) Bolero
15. Blues De Luxe (Take 1)
16. Tallyman
17. Love Is Blue
18. Hi Ho Silver Lining

The Beatles - Rubber Soul

The Beatles, soprannominati The Fab Four (I favolosi quattro), sono stati un gruppo musicale rock britannico, originario di Liverpool e attivo dal 1960 al 1970.
La loro storia inizia nel lontano 1957 nella città di Liverpool, quando John Lennon e Paul McCartney si incontrano per la prima volta su un palcoscenico alla St Peter's Church, Woolton, durante un concerto rock dove sono entrambi chitarristi in due differenti gruppi. Inizia così un rapporto destinato a produrre una quantità enorme di canzoni storiche e a questo rapporto si aggiungerà ben presto George Harrison.
Nel 1958 è pronto il primo nucleo dei futuri Beatles, che all’epoca si chiamavano Quarrymen e propongono una strana miscela di musica skiffle e rock’n’roll. Ma nel 1958 la morte della madre contribuisce a rendere più intrasigente il carattere già ribelle di John Lennon , che le dedica una canzone nel famoso “album bianco” del 1968. La musica, allora, diventa la prima ragione di vita e dopo un periodo di incertezze, Lennon guida i futuri Beatles verso miglioramenti tecnici quotidiani. Nel 1959 si aggiunge al gruppo in qualità di bassista Stuart Sutcliffe, manca solo un batterista e un anno dopo viene trovato nella persona di Pete Best. Così nel 1960 dopo vari cambi di nome, da Johnny & the Moondogs a Moondogs, da Silverbeatles a Beatles, il gruppo parte per Amburgo. I giorni di Amburgo sono appassionati e ricchi di avventure, è qui che viene inventato il look dei Beatles grazie ad Astrid Kirchher, una fan tedesca che studia per loro gli abiti e quel particolare taglio di capelli che farà storia. Tornati a Liverpool, i Beatles si esibiscono al “Cavern Club” e la loro fama di nuova eccitante attrazione della musica pop, si accresce a dismisura.
Fanno ritorno in Germania nel 1961 dove incidono il loro primo 45 giri dal titolo My Bonnie. È solo la prima esperienza, senza più Stuart Sutcliffe ( che morirà nel 1962 in seguito a una emorragia cerebrale), ma con Paul McCartney passato definitivamente dalla chitarra al basso, i Beatles si incontrano con Braian Epstein che gli organizza un provino alla Decca il primo gennaio del 1962, ma ahimè nessuno della casa discografica intuisce il potenziale dei Beatles, commettendo uno degli errori più macroscopici della storia del mercato discografico. I ragazzi di Liverpool decidono di bussare alle porte della grande casa discografica EMI e George Martin, capisce alla perfezione il valore dei ragazzi. Unico neo, secondo lui, è il batterista Pete Best. Ma i Beatles non ci pensano troppo, firmano il contratto con la EMI e licenziano Best chiamando alla batteria Ringo Starr che avevano conosciuto ad Amburgo. Ora il mitico gruppo è pronto e Love me do, uscita il 5 ottobre del 1962, fa conoscere al mondo una nuova fantastica realtà musicale che ancora oggi è viva e vegeta tra di noi.
Che dire i Beatles hanno fatto la storia della musica in generale ma sopratutto della musica delgli anni 60'.
Secondo una stima del 2001, è risultato in assoluto il gruppo musicale di maggior successo commerciale, con vendite complessive che superano il miliardo di copie.
Il disco di cui oggi parleremo è Rubber Soul, un LP a me particolarmente caro, oltre ad essere stato il mio primo acquisto. E' un album pubblicato nel 1965, quando il gruppo di Liverpool era al culmine della popolarità. È il primo disco dei Beatles a non riportare il nome del gruppo sulla copertina.
La classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi lo colloca al quinto posto.
Nella discografia dei Beatles, Rubber Soul è considerato uno degli album più curati sul piano tecnico e uno dei più innovativi dal punto di vista musicale e c’è chi vi ravvisa il raggiungimento della maturità artistica del gruppo. Ritenuto l’anello di raccordo fra la musica pop di Help! e lo sperimentalismo di Revolver, Rubber Soul rappresenta indiscutibilmente un salto di qualità nella produzione beatlesiana per la maggiore ricchezza e pienezza del suono ma anche perché i quattro di Liverpool cominciavano in quel periodo ad acquisire maggiore consapevolezza e coinvolgimento delle fasi tecniche di registrazione e di missaggio.
L'album fu registrato nell'autunno del 1965 in sole quattro settimane, al termine di un tour negli Stati Uniti con la storica esibizione allo Shea Stadium di New York. A soli quattro mesi dall'uscita di Help! fu pubblicato nel Regno Unito, il 3 dicembre, contemporaneamente al singolo We Can Work It Out / Day Tripper, facendo ottenere così al gruppo, per il terzo anno consecutivo, il primo posto nella classifica delle vendite di dischi sia a 33 che a 45 giri. Paul contribuì a rendere il suono più pieno e ricco sostituendo in studio di registrazione il fidato Höfner, che avrebbe continuato a utilizzare nelle esibizioni dal vivo, con un basso Rickenbacker.
Per Rubber Soul furono utilizzate tecniche di registrazione innovative, poi evolutesi nelle moderne forme di missaggio elettronico e digitale.
Il fenomeno della beatlemania nel 1965 stava già iniziando a mostrare la corda e i Beatles erano davanti al bivio se continuare con canzoni dai contenuti adolescenziali (ma con il rischio di essere surclassati entro poco tempo) o evolvere verso sonorità più mature, tralasciando i contenuti precedenti. L'operazione era stata tentata talvolta senza successo da molti altri complessi prima e dopo di loro, ma i Beatles con Rubber Soul grazie a una serie di splendide canzoni, riuscirono egregiamente nell'intento. L'album, infatti, è spesso indicato come l'opera nella quale le tipiche sonorità beat frizzanti dei primi Beatles cominciarono ad evolversi nel pop rock eclettico della loro maturità. Anche nei testi avviene una trasformazione, dalla monotematicità dei lavori beatlesiani precedenti, incentrati sul tema quasi esclusivo dell'amore romantico-adolescenziale, si passa a una varietà lirica in cui cominciano ad apparire temi meno stereotipati quali il sesso, le avventure extraconiugali, la nostalgia della giovinezza ecc.
Questo arricchimento tematico rappresentò uno stadio della maturazione artistica del gruppo e allo stesso tempo una necessità indotta dall'evoluzione del panorama musicale del rock.

Tracce
1.Drive My Car
2.Norwegian Wood (This Bird Has Flown)
3.You Won't See Me
4.Nowhere Man
5.Think For Yourself
6.The Word
7.Michelle
8.What Goes On
9.Girl
10.I'm Looking Through You
11.In My Life
12.Wait
13.If I Needed Someone
14.Run For Your Life